FREE: passare dalla SEN alla SEC

Articolo pubblicato giovedý 2 febbraio 2017
FREE: passare dalla SEN alla SEC

Il Coordinamento che riunisce oltre 20 Associazioni italiane del settore energetico propone in un Documento di passare dalla definizione di una Strategia Energetica Nazionale alla messa a punto di una Strategia Energetico-Climatica al fine di contribuire in modo efficace (anche sotto il profilo economico e occupazionale) agli impegni dell'Accordo di Parigi e di essere nella traiettoria della roadmap europea al 2050.

Trasformare la Strategia Energetica Nazionale (SEN) in Strategia Energetica e Climatica (SEC), basata su una nuova metodologia da seguire sia nel definire il quadro di riferimento, sia per effettuare le consultazioni, elaborare la SEC e gestirne l'implementazione.
È quanto propone il Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica), la più grande Associazione del settore in Italia che ha l'obiettivo di promuovere lo sviluppo delle rinnovabili e dell'efficienza energetica nel quadro di un modello sociale ed economico ambientalmente sostenibile, della decarbonizzazione dell'economia e del taglio delle emissioni climalteranti, avviando un'azione più coesa delle Associazioni e degli Enti che ne fanno parte anche nei confronti di tutte le Istituzioni.

La proposta è contenuta nel Documento che è stato illustrato dal Presidente FREE, Giovanni Battista Zorzoli nel corso di una Conferenza stampa che si è svolta il 25 gennaio 2016 presso la Camera dei Deputati.
"Per contribuire in modo efficace (anche sotto il profilo economico) al contenimento sotto 2 °C della crescita della temperatura globale, facendo il possibile per limitarla a 1,5 °C, come prescritto dall'Accordo di Parigi - si legge nella premessa - occorre passare dalla definizione di una Strategia Energetica Nazionale (SEN) alla messa a punto di una Strategia Energetico-Climatica (SEC), con le seguenti caratteristiche:

  1. essere il più possibile condivisa, grazie a un approfondito processo preliminare di consultazione,
  2. avere come orizzonte temporale il 2050 e indicazioni operative al 2030;
  3. definire gli obiettivi e le azioni settoriali coerenti con il quadro strategico complessivo, massimizzando le reciproche sinergie".

Il documento passa in rassegna gli esempi delle consultazioni preliminari che si sono svolte in Germania, Francia, Gran Bretagna per definire strategie energetico-climatiche condivise, che puntano ad obiettivi di lungo periodo: "Chiediamo dunque che si avvii un analogo processo partecipativo, che si concluda in tempi ragionevoli, dando chiare indicazioni al governo sui percorsi di decarbonizzazione in grado di modernizzare l'economia ed evitare investimenti inutili".

Secondo FREE, per realizzare gli obiettivi indicati dall' Accordo di Parigi del 2015 e quelli della Tabella di marcia per l'energia al 2050 dell'UE definita nel 2011, lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese deve garantire una riduzione tra l'80 e il 95% delle emissioni climalteranti entro metà secolo rispetto al 1990.

Compito della SEC, pertanto, è di definire le trasformazioni richieste per realizzare queste condizioni e indicare le misure per attuarle, a partire da una crescita sostenuta dell'energia prodotta con fonti rinnovabili, in modo da coprire il 100% della domanda nel 2050, obiettivo questo che può essere raggiunto solo andando oltre il target attuale al 2030 (27%), ma superando il 30% e avvicinandosi al 40%. Si tratta di obiettivi al 2030 e al 2050 attuabili, se si realizza una parallela, altrettanto drastica riduzione della domanda a parità di servizi resi, dimezzandola a metà secolo.

Il documento di FREE si sofferma su 6 settori dove è necessario intervenire per raggiungere gli obiettivi di una vera e propria Strategia energetico-climatica.
Agricoltura. Il settore agricolo, forestale e zootecnico, con la relativa quantità di prodotti, coprodotti e sottoprodotti costituisce un vero e proprio "giacimento" di energia e di materie prime rinnovabili, ed assume un'importanza fondamentale per lo sviluppo e la crescita della green economy. La trasformazione dell'agricoltura da mera produzione di alimenti ad agricoltura multifunzionale, considerato obiettivo primario dall'UE, si caratterizza anche come veicolo per rendere il settore sostenibile sotto il profilo energetico e climatico, come conferma ad esempio il modello "Biogasfattobene" che permette i la produzione del biometano, l'incremento di carbonio sequestrato e di nutrienti nei suoli, il contrasto ai fenomeni erosivi e di dilavamento dei nutrienti e la riduzione nell'utilizzo di fertilizzanti chimici.

Industria. Il processo di decarbonizzazione nell'industria va promosso puntando sulla trasformazione green dei processi produttivi, attraverso innovazioni tecnologiche e organizzative. L'obiettivo va perseguito con la diffusione in ambito industriale sia delle fonti rinnovabili elettriche e termiche e della cogenerazione ad alto rendimento da biomassa, sia della bioeconomia, che trovano già applicazioni in agricoltura e in silvicoltura, nella produzione alimentare, nella pesca, nella produzione di pasta di carta e di carta, nonché in alcuni comparti dell'industria chimica e biotecnologia. Un'innovazione ad un tempo tecnologica e organizzativa, come lo sviluppo dell'economia circolare in ambito industriale, può diminuire drasticamente la domanda di materie prime, di semilavorati e di manufatti, quindi di energia, con effetti occupazionali rilevanti.

Centri urbani. L'obiettivo complessivo - centri urbani vivibili - richiede politiche di inclusione/integrazione, di ristrutturazione urbana e di lotta all'inquinamento. A questi obiettivi la SEC deve contribuire:

- con la trasformazione dell'edilizia esistente e di quella nuova, fino a realizzare "quasi zero energy buildings" ed edifici a energia positiva (attraverso interventi sugli involucri e l'adozione di tecnologie come lampadine ed elettrodomestici a bassi consumi, dispositivi di controllo, domotica, micro-cogenerazione ecc.);

- con la mobilità sostenibile (obiettivo finale: emissione diretta nulla, grazie alla trazione elettrica e all'uso di biocarburanti), al cui interno vanno promossi i trasporti pubblici e l'utilizzo condiviso di mezzi individuali.

Questo comporta l'elettrificazione della maggior parte dei consumi energetici urbani, data la prossima diffusione su larga scala di soluzioni efficienti come veicoli elettrici, pompe di calore e cucine a induzione, e con l'implementazione di reti elettriche di distribuzione (anche mini e micro) smart, in grado di abbinare ai tradizionali servizi di trasporto dell'energia la possibilità di gestire un numero crescente di dati e di informazioni.

Patrimonio forestale. In un paese che è il primo importatore mondiale di legna da ardere, ma utilizza appena un terzo della propria disponibilità annua, ben al di sotto della media europea, come indicato nel Piano della Filiera del Legno 2012‐2014, va sviluppata un'economia del bosco in grado di promuoverne la gestione tutelando l'ambiente e il territorio, finanziando senza ulteriori indugi il piano quadro "Foresta-Legno" approvato dal MIPAAF per potenziare la gestione forestale sostenibile e la produzione di biomasse in chiave sinergica tra le varie destinazioni finali possibili. La gestione attiva e sostenibile del patrimonio forestale determina positivi effetti sulle politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici, sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, sulla attivazione della economia circolare, sulla valorizzazione del legno nelle costruzioni a basso consumo energetico e antisismiche.

Territorio sostenibile. Un aspetto centrale della conversione climatica riguarda il ruolo che svolgeranno i cittadini e le imprese, protagonisti del cambiamento del sistema energetico, sempre più orientato verso il decentramento. In particolare si potranno sviluppare modelli aggregativi (Virtual Power Plants) sul fronte delle rinnovabili, degli accumuli e della modulazione della domanda in relazione alle esigenze della rete (Demand Response). Questi obiettivi saranno più agevolmente realizzabili con la diffusione di comunità per la gestione anche di altre risorse e delle relative infrastrutture all'interno di un'area territoriale omogenea, comunità che, in coerenza con gli indirizzi metodologici del presente documento, sarebbero la naturale estensione delle "energy community", che il "Pacchetto d'inverno" della Commisione UE considera strumento essenziale per dare ai consumatori uno status negoziale comparabile a quello dei produttori e dei trader.

Infrastrutture. Primo obiettivo è una più equilibrata ripartizione tra le diverse modalità, favorendo il trasporto collettivo rispetto a quello privato e il trasporto su rotaia. Priorità deve essere data alle soluzioni tecnologiche che, oltre alle emissioni climalteranti, riducano l'inquinamento atmosferico, accelerando per quanto possibile l'evoluzione verso una mobilità a emissioni dirette nulle che, per il trasporto pesante su strada e il trasporto marittimo, richiederà una fase transitoria con il contributo crescente del GNL e del GNC, con l'obiettivo a lungo termine di un'alimentazione basata sul mix di vettore elettrico, biocarburanti sostenibili, biometano.

Infine, visto che il Governo ha annunciato di presentare in occasione del G7 di aprile in Italia una nuova SEN, aggiornandola al periodo 2030-2050, per tener conto del nuovo "Pacchetto Clima ed Energia al 2030" dell'UE e degli impatti conseguenti l'Accordo di Parigi sul contenimento del riscaldamento globale, il documento di FREE chiede una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, auspicabilmente sotto la responsabilità di un sottosegretario con questa delega.
"Il Coordinamento FREE che ha per soci le maggiori associazioni italiane attive nei settori dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili di energia - ha sottolineato Zorzoli - chiede al Presidente del Consiglio e al Ministro dello Sviluppo Economico di essere coinvolto nell'annunciata stesura di una nuova Sen, per contribuirvi sulla base delle indicazioni contenute nel presente documento".

Fonte: www.regionieambiente.it

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