Regione Piemonte: Nuove misure per la tutela dei boschi

Articolo pubblicato luned́ 23 gennaio 2017
Regione Piemonte: Nuove misure per la tutela dei boschi

La Giunta regionale del Piemonte ha approvato il Piano forestale regionale 2017 - 2027, promuovendo un insieme di misure volte a tutelare le risorse dei boschi piemontesi attraverso un sistema di gestione attivo e sostenibile, coniugando lo sviluppo economico con la conservazione della biodiversità e presidiando l'identità dei territori.

Quattro sono gli ambiti individuati per gli interventi e i finanziamenti: produzione-economia-mercato, ambiente e funzioni pubbliche, aspetti sociali, governance. Le risorse che verranno messe in campo, nell’arco dei dieci anni di validità del piano, ammontano a oltre 200 milioni di euro, afferenti soprattutto ai fondi strutturali europei.

Le azioni più innovative – ha spiegato l’assessore all’Ambiente e alle Foreste della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia – riguardano gli interventi che incidono sullo sviluppo delle capacità organizzative del sistema forestale piemontese: la gestione forestale associata, lo sviluppo di contratti di gestione del bosco, contratti di approvvigionamento di impianti per la produzione di energia con biomasse, forme di cooperazione di filiera per lo sviluppo dei mercati locali e per la tracciabilità della provenienza della materia prima legno”.

Attraverso il Pfr si da seguito anche agli intenti fissati dall’accordo interregionale sul prelievo legnoso in ambito boschivo e sulla filiera del legno, firmato a Verona l’anno scorso insieme a Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Liguria.

Nell’ambito della governance, il principale obiettivo è la semplificazione normativa: la diminuzione della casistica degli iter autorizzativi degli interventi selvicolturali, il coordinamento con le procedure di taglio previste dal Regolamento forestale regionale, l’armonizzazione delle diverse autorizzazioni necessarie per gli interventi di trasformazione d’uso del suolo, e la semplificazione dell’albo delle imprese forestali e delle norme tecniche per la redazione dei Piani forestali aziendali, attraverso cui il Pfr avrà una maggiore operatività.

Un aspetto importante è costituito dalla continuità della gestione forestale, necessaria per far sì che i boschi possano esplicare in modo equilibrato le loro diverse funzioni. “La proposta normativa in tema di gestione fondiaria associata – ha aggiunto l’assessore Valmaggia - tende ad incidere su un aspetto fondamentale della gestione forestale, in un contesto in cui la valorizzazione delle risorse rinnovabili è un’opportunità da non perdere”.

Nell’ambito dello sviluppo economico, sono diversi gli strumenti e le strategie messe in campo: lo sviluppo della domanda di legno attraverso la programmazione economica, la diffusione di investimenti per migliorare le condizioni delle imprese, la predisposizione di norme che siano in grado di conciliare tutela e sviluppo economico.

Le iniziative già avviate riguardano la formazione professionale forestale, gli investimenti in viabilità forestale e la cooperazione per l’innovazione. Fra gli obiettivi sono inclusi la crescita della professionalità degli operatori e lo sviluppo delle capacità imprenditoriali attraverso azioni di formazione, informazione e di supporto alle imprese.

Il Piano, inoltre, individua dei modelli a cui tendere nel rispetto degli obiettivi della politica energetica regionale e in relazione alle esigenze di contenimento delle emissioni in atmosfera. Ne deriva un modello di filiera-bosco-energia caratterizzato da impianti per la produzione di energia termica o impianti di cogenerazione di taglia piccola, che utilizzino biomassa, prevalentemente cippato, di origine locale.

Quanto agli aspetti ambientali, le strategie del Pfr su questo fronte prevedono un’attenzione particolare alla conservazione della biodiversità perseguita sia in modo diretto, attraverso l’armonizzazione delle normative e sviluppo di una specifica azione di compensazione economica del vincolo nell’ambito del PSR 2014-2020, sia indiretto, mediante modelli selvicolturali e di arboricoltura da legno che costituiscono alternative virtuose rispetto alle forme più diffuse.

Nel Piano compare inoltre per la prima volta in Piemonte la volontà di applicare uno strumento per la valorizzazione economica delle funzioni ambientali del bosco: lo sviluppo del mercato volontario dei crediti di carbonio da selvicoltura. Si stanno mettendo a punto metodologie per consentire l’adozione di tecniche selvicolturali finalizzate alla sottrazione di CO2 dall’atmosfera e al suo accumulo nel legno delle piante, la contabilizzazione della quantità di CO2 accumulata (credito di carbonio) e quindi la sua cessione per compensare le emissioni in atmosfera da parte di soggetti “inquinatori”.

Pasquale De Vita  pasquale.devita@regione.piemonte.it

Fonte: www.regione.piemonte.it

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