In Val di Fiemme apre la centrale di teleriscaldamento di design

Articolo pubblicato mercoledý 9 novembre 2016
In Val di Fiemme apre la centrale di teleriscaldamento di design

Nuova centrale di teleriscaldamento a Cavalese (Tn) - Progetto: weber+winterle architetti (Lorenzo Weber, Alberto Winterle, Luca Donazzolo) - Foto: Daniele Rodorigo

Appena inaugurata, la nuova Centrale di Teleriscaldamento di Cavalese, nel territorio della Valle di Fiemme, in provincia di Trento, è un esempio virtuoso di interazione fra architettura di qualità e processi sostenibili legati alla filiera biomassa-energia. Opera di weber+winterle architetti (Lorenzo Weber, Alberto Winterle, Luca Donazzolo), con base a Trento, l'edificio amplia la centrale esistente e ospita i nuovi uffici di Bioenergia Fiemme, società partecipata dal Comune di Cavalese attiva nella produzione di energia termica ed energia elettrica attraverso il riciclo degli scarti industriali del legno della Valle e l'utilizzo dello scarto dell'umido da raccolta differenziata (che a Cavalese raggiunge addirittura l'87%).

L'energia prodotta, pulita perché frutto del trattamento di materiale organico e non di idrocarburi, riscalda l'abitato di Cavalese (circa 4 mila abitanti). In questo contesto Bioenergia Fiemme (public company della quale sono soci, oltre al Comune, la Magnifica Comunità di Fiemme, proprietaria dei boschi, le segherie che lavorano sul territorio, i cittadini in quanto utilizzatori del calore e la Cassa Rurale di Fiemme) distribuisce l'energia termica, mentre il Comune, proprietario della rete elettrica, distribuisce quella elettrica.

Il progetto propone un interessante dialogo fra l'ambiente costruito e quello naturale: la relazione fra il profilo della facciata principale e quello delle montagne appare immediato ed è risolto con garbo e sensibilità. L'andamento articolato della prima, con la successione mossa dei colmi, fa eco alle creste e alle pareti irregolari delle alture e al tempo stesso rende dinamico l'andamento del fronte. 

«Abbiamo proposto una copertura a più falde in modo tale da creare sulla facciata, molto ampia e lunga, un andamento mosso, spezzato e irregolare - spiega Luca Donazzolo-. Questa scelta ha permesso di favorire un gioco di luci e di ombre capace di movimentare il volume e di donargli un aspetto più articolato e meno impattante». In questo luogo l'architettura e il paesaggio sembrano trovare un perfetto equilibrio, armonico e sinergico, consolidato peraltro dall'uso di un materiale naturale come il legno e dalla vocazione degli spazi, destinati al recupero e al riuso di fonti energetiche rinnovabili. 
«Il concept, condiviso con Bioenergia Fiemme, si basa sull'identità aziendale -continua Donazzolo -, evidenziando il concetto dell'economia circolare: dai boschi della Magnifica Comunità di Fiemme si utilizzano gli scarti del legame per produrre energia. Risultava quindi naturale utilizzare lo stesso legname per realizzare i nuovi uffici aziendali». 

Da un punto di vista linguistico la soluzione formale adottata richiama l'immagine delle abitazioni tradizionali traducendola con attenzione in un disegno dal vocabolario contemporaneo. Costato circa mezzo milione di euro (al netto degli impianti), l'ampliamento prevede tre ambienti affiancati longitudinalmente: quello che contiene la nuova centrale con la caldaia (dove si produce l'acqua calda che viene messa in rete e che arriva poi all'abitato), quindi il vano dell'ORC (un impianto capace di trasformare l'energia termica (proveniente dalla caldaia) in energia elettrica, infine lo spazio dedicato agli uffici che guarda verso sud attraverso la nuova facciata. Durante il cantiere, poi, si è presentata una nuova esigenza, e cioè quella di creare un ulteriore ambiente per la produzione del pellet.

Per quanto riguarda il sistema costruttivo, la centrale termica è stata realizzata in cemento armato, necessario per le sue caratteristiche di resistenza al fuoco, mentre per gli uffici è stato privilegiato in parte un telaio in legno lamellare portante, in parte il sistema costruttivo x-lam in abete della Valle. La copertura è in lamiera e ospita un impianto fotovoltaico capace di coprire il fabbisogno energetico della centrale di teleriscaldamento e di fornire ulteriore energia per l'abitato.
Il concetto dell'economia circolare, asse portante dell'azienda, si completa con gli interni degli uffici, realizzati su progetto degli architetti da un'azienda locale che punta sulla biocompatibilità. Quasi completamente in legno, dai pavimenti agli arredi fino ad alcune partizioni, gli uffici trasmettono una sensazione di benessere e di calore, creando un'atmosfera accogliente e confortevole.

Fonte: www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com

 

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