Foreste venete: un capitale da investire nella filiera bosco-legno-energia

Articolo pubblicato mercoledý 21 novembre 2018
Foreste venete: un capitale da investire nella filiera bosco-legno-energia

Venerdì 16 novembre si è svolto nell’Hangar della Pace di Pian del Cansiglio il convegno promosso da FIPER in collaborazione con Veneto Agricoltura e Anarf sul tema ”Teleriscaldamento a biomassa: uno strumento per la gestione attiva delle Foreste”.

Un luogo simbolo della voglia di rinascita e di ricostruzione a seguito della tempesta di vento dello scorso 29 ottobre.

È stato un momento di confronto tra le istituzioni e gli operatori accorsi da ogni parte d’Italia per confrontarsi sulle esperienze di Comuni alpini teleriscaldati a biomassa e capire come promuovere la filiera bosco-legno-energia in Veneto.

Dalle esperienze portate dal vicino Trentino e Valtellina, è emerso che l’avvio di impianti di teleriscaldamento a biomassa, peraltro di potenze comunque limitate, ha permesso nel tempo di ricostituire un tessuto imprenditoriale fatto da micro-piccole imprese boschive e consorzi forestali che hanno puntato sull’innovazione per aumentare la competitività nella silvicoltura.

Un laboratorio di talenti e competenze che possono ridare slancio all’economia del bosco e allo sviluppo delle aree montane garantendone nel contempo per lunghi periodi (30-50 anni) la gestione e la manutenzione.

Un sistema capace di “assorbire” e valorizzare il legname e biomassa prodotto dalle recenti calamità naturali; nella provincia autonoma di Bolzano, è stato avviato un tavolo di concertazione tra la provincia e le centrali di Tlr a biomassa, con l’obiettivo di impiegare a fini energetici i residui del 1,5 milioni di mc3 di alberi sradicati dalla tempesta nei prossimi 3 anni.

In Regione Lombardia nell’ambito del tavolo della filiera bosco legno, le centrali di teleriscaldamento a biomassa, segherie, imprese boschive e consorzi forestali in stretta sinergia con la Regione sono disponibili a prelevare e reimpiegare i 450.000 mc3 di legname derivanti dalla tempesta

Massima condivisione nel sostenere che la biomassa è sì una fonte rinnovabile ma ciò non ne autorizza lo spreco od un utilizzo non conforme della stessa o la speculazione del suo valore; i boschi non servono per alimentare le centrali a biomassa ma le centrali di teleriscaldamento sono necessarie per permettere una opportuna, corretta ed economica gestione dei boschi.

In Veneto, dai dati dello studio condotto da FIPER: ”teleriscaldamento a biomassa: un investimento per il territorio” ci sarebbero le condizioni per poter avviare in 53 Comuni non metanizzati centrali di teleriscaldamento a biomassa alimentate da biomasse locali. In provincia di Belluno, dove è maggiore la quantità di biomassa disponibile, si potrebbe coprire la domanda di 160 MW termici installati e 45 MW elettrici per un valore di investimenti realizzati di 430 milioni di Euro, riscaldando 39 Comuni non metanizzati e in gran parte colpiti dalla tempesta.

L’avvio di 53 centrali permetterebbe di impiegare 600 mila t/anno di biomassa locale per un valore di 30 milioni di Euro/annuo per i prossimi 20-30 anni.

L’invito quindi a mobilitarsi localmente per iniziare a definire almeno 3 Comuni pilota in provincia di Belluno dove avviare la filiera bosco-legno-energia.

Per chi fosse interessato che sono disponibili le slide e il video sui siti istituzionali di Fiper e Veneto Agricoltura; di seguito i linkFIPER  -  VENETO AGRICOLTURA

Fonte: www.fiper.it

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