Energia dal bosco, Paisco apre una strada

Articolo pubblicato giovedý 27 settembre 2018
Energia dal bosco, Paisco apre una strada

Trecentomila euro a fondo perduto per realizzare un progetto solo apparentemente locale: la concretizzazione della filiera bosco-legno-energia che si prepara a Paisco Loveno potrebbe infatti fare scuola in tutta la Valcamonica.

I fondi, della Regione, cofinanzieranno un impianto sperimentale di cogenerazione da gassificazione del cippato legnoso, e saranno assegnati all’Unione dei Comuni della Media Valcamonica Civiltà delle Pietre (vincitrice di un bando per le micro-piccole e medie imprese), che insieme ad altre realtà imprenditoriali darà corpo a una macchina innovativa in grado di generare elettricità e calore proprio grazie ai residui della lavorazione del bosco.

È UN PIANO appena avviato, perchè il progetto premiato dalla Regione vuole creare una start up che sviluppi proprio una macchina sperimentale per la cogenerazione con una tecnologia italiana. Ovviamente il combustibile sarà il cippato locale.

Come funziona un impianto di questo tipo?

«Con un processo di gassificazione - spiega il dottore forestale Christian Donati, presidente dell’associazione Rododendro che si occupa del giardino botanico alpino Vivione e che in questo caso fa da capofila del progetto -, che si svolge in presenza di aria controllata: non genera fiamma ma calore e metano, anidride carbonica e idrogeno. L’idrogeno e il metano vengono bruciati da un motore che produce energia elettrica, e il recupero termico, necessario per raffreddare l’apparecchiatura, verrà immesso nella rete di teleriscaldamento della foresteria del Comune di Paisco».

C’è però ancora un passo da fare: creare una Associazione temporanea di scopo con capofila il Rododendro, a cui entro il 15 ottobre potranno aderire altre piccole imprese (almeno sei) disposte a metterci il resto della somma non coperta dalla Regione.

Le stime dicono che impianto, installazione e messa in esercizio dovrebbero richiedere circa 600 mila euro. A regime la produzione di elettricità (il calore verrà ceduto gratis al Comune in cambio dell’utilizzo degli spazi) dovrebbe garantire introiti annuali tra 50 e 80 mila euro. 

Lino Febbrari

Fonte: www.bresciaoggi.it

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